Quanti occhi digitali a londra e non solo

30 SET 19
Ultimo aggiornamento: 00:10 | 1 OTT 19
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Poche settimane fa un tribunale britannico ha rigettato la denuncia di Ed Bridges, un cittadino di Cardiff, nel Galles, che aveva citato in giudizio la polizia locale dicendo che aveva violato la sua privacy e i suoi diritti umani. La ragione? Bridges era passato in almeno due occasioni sotto a una telecamera di sorveglianza che usa tecnologie di riconoscimento facciale, e che avevano identificato e schedato il suo volto. In un caso Bridges faceva la spesa, nel secondo caso si trovava a una manifestazione politica, situazione quest’ultima certamente più sensibile. La corte ha detto che i diritti di Bridges non erano stati violati, lui farà ricorso in appello.
Questo caso è stato seguito con estrema attenzione nel Regno Unito, per due ragioni. Prima: c’è pochissima giurisprudenza sul tema, e quindi una sentenza del genere può fare da precedente. Seconda: il Regno Unito è pieno di telecamere di sorveglianza con riconoscimento facciale. In nessun altro paese oltre alla Cina la quantità di telecamere è così alta, e Londra ha più telecamere per persona di quante ne abbia Pechino, la città più sorvegliata del mondo. L’opinione pubblica è scettica e combattuta, e c’è la possibilità che le città britanniche seguano l’esempio di San Francisco e bandiscano le tecnologie di riconoscimento facciale.